Vi informiamo che il nostro negozio online utilizza i cookies e non salva nessun dato personale automaticamente, ad eccezione delle informazioni contenute nei cookies.

Ok

Il residuo zero

Al giorno d’oggi sentiamo sempre più spesso parlare di “prodotto a residuo zero”. Ma cosa significa realmente?

Facciamo riferimento a tutti quegli articoli ortofrutticoli in cui il residuo di fitofarmaci riscontrabile è inferiore a 0,01 mg/kg. Più semplicemente, intendiamo il fatto che sulla frutta e sulla verdura che compriamo al supermercato non ci debbano essere resti di prodotti chimici.

Nel settore agricolo integrato (che tende a ridurre l’utilizzo di sostanze chimiche ed è a basso impatto ambientale) è consentito l’utilizzo, seppur moderato, di una buona parte di prodotti chimici autorizzati nella coltura oggetto di coltivazione.

Tuttavia, quando i prodotti sono a residuo zero, l’unico obbligo che ha l’agricoltore è quello di dover rispettare un disciplinare di produzione più rigido e meticoloso, che prevede l’eliminazione di alcune molecole anche consentite in lotta integrata, e sospendere i trattamenti con prodotti chimici alle piante, con un certo anticipo rispetto alla raccolta, in modo che i prodotti chimici non siano rintracciabili all’interno della frutta o della verdura trattata.

Oltre a questo si cerca anche di promuovere la conservazione del suolo mediante il contenimento dell’erosione ed il mantenimento della fertilità, l’adozione di adeguati programmi di fertilizzazione e l’uso razionale delle risorse idriche attraverso l’adozione di tecniche irrigue ad alto indice di efficienza.

Questo, quindi, non implica la totale assenza dell’utilizzo di certe sostanze durante la coltivazione del prodotto. Semplicemente, o ne viene fatto un uso ponderato e strategico, oppure si cerca di lavorare con prodotti fitosanitari di facile degradazione, così da garantire il raggiungimento dell’obiettivo prefissato. Inoltre, parlare di prodotto a residuo zero non esclude la possibilità di trovare sostanze chimiche residue del normale metabolismo vivente, ossia tutte quelle sostanze chimiche complesse che vengono scisse dagli organismi viventi in parti più piccole, e che quindi non sono oggetto di verifica nei laboratori d’analisi.

Terre dell’Etruria si è sempre posta obiettivi ambiziosi sul tema della tracciabilità e della sostenibilità, soprattutto grazie anche alla continua richiesta da parte dei suoi consumatori che richiedono prodotti con determinate caratteristiche, con un elevato livello di genuinità e territorialità. Ed ecco, quindi, che si parla di "Residuo Zero" anche nella nostra realtà, riferendosi ad un livello di sostenibilità ambientale e di sicurezza alimentare considerato come attualmente il più elevato e innovativo.